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"a me mi" - proviamo a parlarne di nuovo!?
Tempo fa ho posto la questione: non si capisce perché la gente si accanisca a sanzionare l'uso di una forma perfettamente accettabile di ridondanza della lingua italiana, simile a molte altre accettate da tutti, mentre è pronta ad abbracciare l'uso di "le" invece di "gli" o viceversa, a seconda della regione, o l'uso di "te" invece di "tu". Il congiuntivo, poi, è praticamente morto con buona pace di tutti.
La cosa più bizzarra è che la mia domanda è stata addirittura segnalata e rimossa - non ho idea del perché.
Forse che i nemici di "a me mi" sono ancora più potenti e spietati di quel che pensassi?
Sono d'accordo con te!
ma noto che comunque rifuggi dalla forma "a me mi"
Le due forme grammaticalmente corrette sarebbero "mi dà fastidio" oppure "dà fastidio a me"
Altrimenti è accettabile la forma enfatica, con necessaria ridondanza, "a me, mi dà fastidio"
Ma capisco che sto diventando una vecchia brontolona...
8 Answers
- ?Lv 58 years agoFavorite Answer
più passa il tempo e più non capisco i puristi. In realtà nulla in una lingua è sbagliato, forse è discutibile la convinzione o meno con cui si dicono certe cose in un determinato modo.
Facciamo un esempio: "lei" non si usa per il soggetto, almeno così recitano tutte le grammatiche. Come ci spieghiamo, allora, il fatto che Manzoni se ne sia altamente fregato ed abbia usato tranquillamente "lei" per il soggetto? N.B.=stiamo parlando di 200 anni fa.
Vogliamo parlare di tutte le volte che leggiamo una poesia o un testo qualsiasi e, a scuola, l'insegnante ci dice: "Qui ci sta un anacoluto, vedete com'è d'effetto?" Sì, cara mia, ma se l'anacoluto (il cambio improvviso di soggetto in una frase) lo faccio, allora me lo segni 10mila volte con la penna rossa. Perchè Dante poteva farlo e io no ancora dovete spiegarmelo.
La forma "a me mi" null'altro è che un pleonasmo, una figura retorica. Quindi mettiamocelo in testa: non è un errore. Certo, forse è discutibile il fatto che chi usa questa figura non è cosciente di farlo e non la usa per mezzi espressivi, ma comunque io non lo vedrei come un errore.
Per il resto, "gli" al posto di "le" e congiuntivi, signori, mettiamoci l'animo in pace: la lingua si evolve. Magari tra 50'anni gli italiani non useranno più il congiuntivo, qual è il problema? In inglese già il congiuntivo non esiste... L'italiano è rimasto relativamente simile in tutti questi secoli semplicemente perchè era una lingua scritta ma, spesso, non parlata, vista la tarda unificazione italiana. (tant'è che noi capiamo Dante, ma gli inglesi non capiscono Beowulf e hanno una difficoltà assurda a capire Chaucer). Adesso che cambia un po' subito ad alzare le barricate. Ma dai, accogliamo la novità! L'unica cosa su cui potremmo battere, magari, è la consapevolezza con cui si porta avanti una certa novità.
Per il resto, le discussioni dei puristi non sono altro che laudationes temporis acti inutili come trattenere l'acqua con le mani.
Oddio, la risposta sembra incazzàta XD mi scoccio di riscriverla, quindi tienitela così com'è, te lo dico io che sono calmo :P
- Dafne Rocks25Lv 68 years ago
A me infastidisce molto di più la nuova moda di spammare dovunque "piuttosto che", con il significato di "oppure".. l'esatto opposto del suo significato originario! Odio profondo!! >.<
- Anonymous8 years ago
diciamo che su Internet, dove tutti leggono, sarebbe bello dare un buon esempio e non storpiare la nostra povera lingua italiana.
C'è contesto e contesto: su un sito leggero come questo, o parlando fra amici non è un dramma commettere errori, però prova ad immaginare le conseguenze se lo stesso errore fosse commesso in una lettera commerciale di lavoro oppure su una richiesta di assunzione. Che figura potremmo farci?
Generalmente non do molto peso agli errori grammaticali commessi dagli altri, al massimo puntualizzo educatamente. Chi ne fa una questione di litigio, forse è un pò troppo nervoso e pronto a giudicare.
ClÃ
- 8 years ago
Se ben ricordo, in spagnolo la forma ridondante è obbligatoria.
A me, non mi piace come suona questa frase. Tuttavia, quella virgola sembra dare altro valore e significato: “per quanto mi riguarda”. In ogni caso, se vuoi ricorrere al pleonasmo, mi va bene; io preferisco risparmiare.
Oltre a condividere l'odio di Dafne, riporto una situazione di alcuni anni fa. Questo tipo insopportabile riprende scortesemente la sua interlocutrice: “non si dice a me mi”. L'occasione di fargliela pagare mi si presenta dopo pochi secondi, quando se ne esce con qualcosa come “ma a lui non gli va bene”. Glielo faccio prontamente notare, ma il presunto idiota non capisce di cosa io stia parlando. Imbarazzante.
Inoltre, sono moderatamente sicuro che ignoranza non sia sinonimo di evoluzione. Possiamo sbagliare, ci mancherebbe; ignoriamo (molte) cose, necessariamente; ma non tollero l'ignoranza dolosa.
Un mio amico ha corretto gli esami scritti per l'accesso a una professione. Parliamo quindi di laureati all'oscuro delle più elementari regole grammaticali e sintattiche. Come conseguenza, per quanto un determinato concetto non potesse non essere chiaro nella testa del candidato, lo aveva espresso in modo da affermare il contrario. Un giorno qualcuno si rivolgerà a (e pagherà ) quel “professionista” che, incapace di esprimersi (o esprimendosi in modo... evoluto), danneggerà involontariamente il suo cliente. Involontariamente?
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- Anonymous8 years ago
Boh, ti avrà segnalato qualche purista della lingua intransigente! La formula ridondante "a me mi" non è scorretta nel parlato, ma nello scritto lo è, ci sono delle differenze tra scritto e parlato.
- LeviatanoLv 48 years ago
Le lingue tendono alla semplificazione, a perdere rigidità e potenza espressiva.
E' il caso della doppia negazione in italiano, una forma enfatica logicamente scorretta.
Non per spirito conservatore, mi rendo conto che una lingua debba essere in continua evoluzione, ma non mi entusiasmano le innovazioni linguistiche, anche perché non ne ho mai trovate che arricchissero la lingua. Si perdono differenze tra vocali aperte e chiuse, fenomeni fonetici e forme verbali; per la ridondanza di cui parli, a mio avviso l' enfasi non giustifica la perdita di rigore logico che si avrebbe ammettendola come corretta. Una forma nuova deve essere introdotta con intelligenza, per migliorare le precedenti, per dare una maggiore coerenza etimologica e solidità semantica alla lingua, non di certo per un errore senza basi dei parlanti, un errore che porta all' impoverimento e non alla maggior definizione della lingua.
- zodiarkLv 48 years ago
dipende.. la tua domanda l'hai postata nella sezione grammatica? no perché lì trovi anche quelli che ti mettono al rogo se sbagli a mettere l'h quando non ci va...
- Anonymous8 years ago
ok